Calice di Vernaccia di San Gimignano con le torri medievali di San Gimignano sullo sfondo

Vernaccia di San Gimignano: il primo DOC italiano spiegato bene

Quando si parla di San Gimignano, le torri medievali catturano tutta l’attenzione. Ma c’è un secondo motivo per venire qui: la Vernaccia, il vino bianco più antico d’Italia con denominazione ufficiale. San Gimignano è a 28 km da Barberino Val d’Elsa, trenta minuti di auto attraverso le colline della Val d’Elsa verso ovest.

La Vernaccia di San Gimignano

La Vernaccia di San Gimignano è stata il primo vino italiano a ricevere la DOC, nel 1966. Nel 1993 è diventata DOCG. Il vitigno si chiama Vernaccia, è autoctono di questo territorio e viene coltivato qui da almeno sette secoli: la prima menzione documentata risale al 1276, in un registro comunale che annota l’acquisto di Vernaccia per i lavori di manutenzione delle mura di San Gimignano.

Nel corso dei secoli successivi il vino ha guadagnato estimatori celebri. Dante Alighieri lo cita nel Purgatorio, canto XXIV, come vino prediletto di Papa Martino IV. Michelangelo lo faceva spedire regolarmente a Firenze: esistono documenti di acquisto conservati agli Uffizi che lo provano.

Il vitigno cresce su colline argillose e sabbiose intorno a San Gimignano. Le viti hanno foglia grande e producono grappoli medi. La vendemmia cade tra la seconda metà di settembre e i primi di ottobre, a seconda dell’annata.

Le caratteristiche del vino bianco toscano più famoso

La Vernaccia di San Gimignano DOCG si produce in due versioni: quella normale, senza invecchiamento obbligatorio, e la Riserva, che richiede un minimo di undici mesi di affinamento, di cui almeno tre in bottiglia.

Nel bicchiere la Vernaccia si presenta giallo paglierino, più intenso nelle versioni Riserva. Il profumo è pulito: fiori bianchi, agrumi, una componente minerale ben definita. La Riserva sviluppa note di mandorla e erbe aromatiche. In bocca è secca, sapida, con un’acidità fresca e un finale ammandorlato che è il tratto distintivo del vitigno.

Il Consorzio della Vernaccia di San Gimignano conta oltre settanta produttori. La produzione annua si aggira intorno a cinque milioni di bottiglie. I prezzi in cantina: una bottiglia base parte da 7-8 euro, una Riserva di buon livello costa tra 18 e 25 euro.

Vale la pena visitare anche il Museo della Vernaccia di San Gimignano, dentro la Rocca Medievale. Il biglietto è 6 euro e include una degustazione di due vini. Racconta la storia del vitigno con pannelli, strumenti di cantina e materiali d’archivio. Aperto ogni giorno in stagione.

Le cantine dove degustarlo

San Gimignano ha decine di cantine aperte al pubblico. Alcune si trovano nel centro storico, altre a pochi chilometri fuori dalle porte.

Panizzi sta a circa tre chilometri dal centro, verso Certaldo. È una delle cantine più rispettate della denominazione. La versione di punta della loro Vernaccia è affinata in legno. Le degustazioni costano tra 12 e 20 euro e vanno prenotate in anticipo.

Montenidoli è a cinque chilometri verso Volterra, in una posizione panoramica. La cantina lavora in biologico da decenni. La loro Vernaccia Tradizionale segue metodi ancestrali. Degustazioni su prenotazione, tra 20 e 25 euro.

Pietrasanta si trova vicino al centro di San Gimignano e fa degustazioni quotidiane in stagione, senza prenotazione obbligatoria. Il costo è intorno a 10-15 euro. È la scelta più comoda per chi non vuole organizzarsi troppo in anticipo.

Tenuta Le Calcinaie è a circa due chilometri verso Poggibonsi. Produce sia Vernaccia che Chianti Colli Senesi. Le degustazioni sono informali, costano circa 10 euro e spesso non richiedono prenotazione.

Il Casale del Cotone è un’azienda familiare biologica a circa quattro chilometri dal centro. L’atmosfera è tranquilla, la degustazione costa intorno ai 15 euro.

Come abbinare la Vernaccia a tavola

La Vernaccia di San Gimignano è il bianco toscano più versatile. Funziona con il pesce: al forno, in brodetto, fritto. La versione Riserva regge anche preparazioni più elaborate, come i crostacei gratinati.

Con gli antipasti toscani l’abbinamento è interessante: la Vernaccia con i crostini al fegatino di pollo è insolito ma efficace. L’acidità del vino pulisce il grasso del fegatino senza sovrastare il sapore.

Con i formaggi freschi è quasi obbligatoria: marzolino, pecorino fresco, caprino. La freschezza e la sapidità del vino puliscono il palato tra un assaggio e l’altro.

Per la pasta, funziona con sughi bianchi: pici al burro e salvia, tagliolini con tartufo bianco in stagione, spaghetti alle vongole.

Una cosa da sapere: la Vernaccia non è adatta a carni rosse o ragù pesanti. L’acidità del vino viene sopraffatta dai sapori forti della carne.

Come arrivarci da Barberino Val d’Elsa

Da Barberino Val d’Elsa a San Gimignano sono 28 km. In auto si arriva in trenta minuti.

Il percorso più diretto: Superstrada Firenze-Siena fino all’uscita Poggibonsi Nord, poi la SP68 verso San Gimignano. In alternativa puoi prendere la SP8 da Barberino verso Certaldo e poi la SP1 o SP130 verso Poggibonsi. La strada panoramica è più lunga di qualche minuto ma offre viste migliori.

Parcheggio a San Gimignano: il centro storico è chiuso al traffico. Il parcheggio P2 vicino a Porta San Giovanni è il più comodo. Il costo è 2-3 euro all’ora. In luglio e agosto i parcheggi si riempiono entro le 10:00: arriva presto.

In autobus il collegamento è meno pratico. Dalla stazione di Poggibonsi partono autobus Tiemme per San Gimignano (20-25 minuti). Ma da Barberino Val d’Elsa raggiungere Poggibonsi in bus richiede tempo. L’auto rimane il mezzo più efficiente.

Dove dormire vicino a San Gimignano

San Gimignano è a trenta minuti da Barberino Val d’Elsa. Puoi visitare le torri medievali e fare una degustazione di Vernaccia in una mezza giornata, senza prenotare un hotel in zona. Il paesaggio che percorri tra Barberino e San Gimignano — colline, vigneti, strade bianche — fa parte dell’esperienza.

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